Notturno sfavato

Stasera non fa molto freddo, ci sono 11, onestissimi, gradi celsius a Vienna. La giornata è stata meteorologicamente carina.

In parlamento 8 parlamentari – dico: 8 (otto) – su 316 si sono presi una responsabilità. Berlusconi li ha chiamati “traditori”, e li ha guardati uno per uno con lo sguardo che noi bimbi italiani conosciamo bene: lo sguardo – a volta accompagnato anche dalla frase esplicitata – della mamma che dice (in italiano nel testo) “dopo [leggi ‘a casa’] facciamo i conti, io e te”. A me stanno umanamente molto più simpatici di parecchi deputati dell’opposizione. Nonostante tutto.

Stasera dovrei essere contento: è di fatto un segnale importante, un pezzo fondamentale della fine del Berlusconismo. O almeno così sento dire in giro.

Spesso mi sono immaginato, con l’accrescersi del senso di esasperazione dato dalla novella dello stento cui ci si riferisce solitamente come “governo Berlusoni IV” , come sarebbe stata la sera in cui fosse crollato il governo Berlusconi. Gente per strada, sbronze, abbracci e baci con sconosciuti/e, orgie – ma senza gente pagata per farle -, poppe al vento, clacson e caroselli, cose così.

Eppure stasera mi sento piuttosto senza speranza. E non credo sia colpa della sonnolenta Vienna che mi ospita placida.

Basta che mi guardi intorno.

Partiamo dai più semplici: il centro-destra italiano.

Il governo sta sempre lì, non uno che si schiodi, uno che si prenda una cazzo di responsabilità che sia una, uno che dica “basta”. Son lì che non fanno un cazzo nulla da più di un anno. Su Berlusconi non c’è veramente nulla da dire.

I parlamentari sono tutti, terrorizzati, aggrappati alle palle del premier, certi di un triste avvenire dopo di lui. In questo idioti fino alla fine.

Gli elettori di centro destra si nascondono, fanno finta di nulla, sparano un po’ su tutti partendo dal governo, ma poi finiscono inevitabilmente col dire “tanto poi son tutti uguali” e roba del genere. Mi verrebbe da rispondergli “uguali una sega”, ma insomma, non lo faccio. In ogni caso, domani o dopodomani voteranno Alfano, uno dei deputati di Cosa Nostra. Già cominciano ad apprezzarlo grazie a servizi smarmellati su Novella 2000 in cui lo troviamo, sportivo e simpatico, immerso in rassicuranti quadretti familiari. Premi Pulitzer in arrivo per i fotografi che sono riusciti a farlo apparire meno mostruoso, e assunzioni a Google per i brillati tecnici del fotoritocco che sono riusciti a correggere un arco di strabismo che va da Storace agli autonomi extraparlamentari. Insomma: non si guarderanno allo specchio, non faranno i conti con la propria coscienza. Alcuni di essi mi hanno detto senza vergogna che la colpa è (nell’ordine) i) dell’Euro – come soggetto senziente, ii) del cambio Lira/Euro, iii) della gestione dell’entrata dell’Euro. Il fatto che la gente che loro hanno votato sia al governo ormai da 10 anni – e, voglio dire, mica mi verranno a dire che il governo Prodi 2006 – 2008 ha fatto danni! Per stessa ammissione degli stessi facenti parte del governo, il governo Prodi non ha fatto praticamente una minchia – non significa nulla circa la situazione attuale. Semplicemente: non è colpa loro (loro = eletti ed elettori, un corpo unico). I meridionali continuano a votare gente che o è mafiosa, o è alleata coi leghisti, o tutte e due le cose. I leghisti continuano a votare la Lega, che da decenni ormai parla di “secessione”, “federalismo”, “federalismo fiscale”, “indipendenza”, “padania” e altre amenità. Voglio dire: in dieci anni non sono riusciti a farne una che sia una, vorrà dire qualcosa? No, evidentemente no. Qualcuno mi difende pure Brunetta, pensate.

Il centro-sinistra.

Bersani ha resistito. Grazie alla sua leadership gli autori della videosigla di otto e mezzo hanno finalmente potuto prendere una settimana di ferie: non hanno dovuto sostituire il filmato del leader di centro-sinistra. A me Bersani mi fa due palle così. Sempre tetro, serissimo, come chi sia a conoscenza – per esperienza diretta – di tutte le umane sofferenze. Poi gli hanno detto – dev’essere stato uno di quei consiglieri geniali tipo Klaus Davi (vi faccio notare che è svizzero, ma naturalizzato italiano: vorrà dire qualcosa?) – che doveva esser più simpatico, e ha cominciato a copiare le battute di Crozza. Terribile. E l’opposizione è sempre lì, che guarda, che non agisce, che aspetta. In parlamento hanno numeri con cui la DC avrebbe governato stappando bottiglie di vino buono, loro manco riescono a far cadere un governo di puttanieri, imbelli, nani, ballerine, mafiosi, corrotti, idioti, etc etc. La responsabilità di tutta la merda che ci aspetta è anche loro, inutile far finta di nulla. Gli elettori di centro-sinistra sono invece tranquilli – esattamente come quelli di centro-destra: non è colpa loro.

Gli scontenti: nella palude degli scontenti, enorme e fetida – ci sto dentro anche io, beninteso, e puzzo come e più degli altri, ci sono varie correnti.

Gli scontenti ma non troppo: i renziani. Entusiasti, felici, sereni. Hanno in tasca tutte le soluzioni, professano il sigmatismo con diligenza, e sono latori della Novità. Costoro sono convinti che abbatteranno il Vecchio, che porteranno colore laddove c’era il grigio, idee dove c’era il consenso. Io mi dispero a vedere amici e persone che reputo intelligenti abbindolati dalle quattro minchiate del Renzi, che per altro ricicla robetta scout che era trita e ritrita quando facevo il boy scout io, ormai oltre una decade fa.

Gli scontenti totali: i grillini. Beppe Grillo ha fiutato il vento, e ha fatto fortuna. Io lo considero semplicemente un imprenditore dalle velleità fasciste. Per altro incapace di ammettere i propri errori, virtù che reputo inscindibile dal politico vero.

Gli scontenti naif (io sto qui): i vendoliani scalzi (copyright P.Molino 2010). Sono convinti che i buoni della sinistra sia convenuti in SEL, mentre i cattivi no. Sono latori di speranza e ideali, coniugati sapientemente in esperienza di governo. Al di fuori della Puglia, che si regge solo ed esclusivamente grazie a Vendola, un branco poco coeso, con giovani privi di spessore e vecchi paludati, totalmente incapaci di declinare a livello locale quanto proclamato.

Gli incazzati neri: “no chiacchiere: botte”. Sospendo il giudizio su di loro, forse hanno ragione.

Dunque spero mi capiate: con il nuovo rappresentato da Alfano e Renzi, opzioni per un governo tecnico come Letta (dico: Letta), Amato (dico: Amato: AMATO!) e Monti (…), Frattini ministro degli esteri, la Carlucci che lascia la maggioranza (dico, ma come mi sono ridotto se provo simpatia per la Carlucci?), Bossi ministro delle riforme (“handicappato di merda” come lo ha definito un mio carissimo amico, che ha un fratello handicappato, liberandomi da un gravoso fardello che non avevo il coraggio né la forza di espellere per troppo buonismo), D’Alema ancora in libertà, Veltroni non ancora in Africa, Boris finito senza possibilità di avere una quarta serie, la Spagna che vince mondiali ed europei (dopo che li ha vinti la Grecia, per altro), i reggiseni imbottiti, Ferrara che sbraita, Sarkozy e la Merkel che fanno gli spiritosi, la Bindi che dice le parolacce, il film dei Puffi, il fatto che non trovo da scaricare il film di Sorrentino, le previsioni dei Maya e l’imminente cambio delle gomme – dovrò passare a quelle invernali, Delio Rossi alla Fiorentina. Spero capirete le mie poche speranze.

Mi restano Prandelli in nazionale, il fatto che, chiunque lo segua, Sinisa s’è comunque levato dai coglioni, e Peppe che mi traduce come si dice “aereo” in tedesco. Anzi, in austriaco.