Il giorno del signore

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Fra i numerosi difetti del popolo austriaco figura anche l’essere cattolico. Tuttavia, unito all’altro difetto “prendersi estremamente sul serio TM”, produce un garbato effetto sinergico che si traduce in una serie di cosine ganze.
Ad esempio il supporto alla famiglia (per altro più orientato alla famiglia naturale che a quella formale, direi).
Oppure la domenica.
Vienna la domenica appare ai miei occhi città morta. Ma ad osservare meglio, è città che si gode il riposo.
I negozi sono chiusi. Tutti. Anche IKEAdiMerda(TM). La gente, invece di prendere la macchina e andare al centro commerciale, passeggia, va al parco, va a nuotare nel Danubio. Non so se pìpino, ma insomma.
È che per me italiano, con la corsa a tenere aperto i negozi, ad andare a far compere, all’IKEA la domenica (io non ci vado quasi mai, ma in testa ce l’abbiamo tutti), vedere questa pace, questo senso dell’ozio dopo una settimana di lavoro, un po’ lascia stranito, e facilmente la confondo con l’assenza di vita.
Come quando quel cretino di Renzi propose di tenere aperti i negozi il Primo Maggio. Col fatto che c’è crisi, riscosse ampio consenso, a parte i soliti polemici di sempre. Il punto però è che un giorno in più, alla fine, non ti cambia la vita, nemmeno in un anno di crisi, e noi non siamo il lavoro che facciamo: c’è altro, ed è meglio.