Prospettive per la democrazia italiana

La terza Repubblica

La terza Repubblica

Vista la situazione attuale, il fatto che ci attendano le elezioni anticipate dopo la più breve legislatura della nostra repubblica, e che verosimilmente le vincera’ il nano malefico, non mi sento di poter fare buone previsioni per la nostra democrazia. Potrebbero anche vincerle quegli altri, quella immonda manica di disperati che e’ rimasta a galla per un paio d’anni, ma non so se la cosa mi terrorizza ancora di più. E dunque? Mi viene da pensare che un bel colpo di stato, chesso’, magari un bell’atto alla Segni, con guardie forestali e finanzieri assieme (che tanto non si distinguono), e una bella, salutare dittatura. I lacche’ di oggi non perderebbero il posto, e probabilmente nemmeno i politici di professione (quindi non dovremmo temere orde di disoccupati incapaci e inadatti a qualsiasi lavoro), e al contempo non ci sarebbero un sacco di seccature. Ad esempio, non dovremmo più seguire le accese e inutili polemiche fra Di Pietro e Mastella.

Oppure, come prospettava profeticamente un mio caro amico, ammettere che ci abbiamo provato, ma che abbiamo fallito, e dunque ognuno a casa sua: Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli all’Austria. Trieste, se lo merita, da sola. Il Piemonte e la Liguria alla Sardegna, pure loro se lo meritano. E magari si piglino pure la famiglia reale, quella gloriosa stirpe di vigliacchi, ignavi, senza palle, puttanieri e sgrammaticati(*): scelgano i Sardi cosa farne, mi fiderei. La Toscana a se’. Domenici pure. Da sé. Lazio, Umbria e Romagna, finalmente tornano al legittimo proprietario, il Santo Padre. L’Emilia a Tanzi. Il Regno delle due Sicilie alla Spagna, mentre la Sicilia fara’ un bel referendum: o alle cosche, oppure torna agli Arabi, così, dopo la Turchia, anche Al Qaeda avra’ il suo posto in Europa e si risolve il problema terrorismo.

Io, comunque, annullo il voto, in coscienza.

Sentiro’ il mio amico Scalfaro se riesce a convincermi del contrario…

G

(*) il giovane rampollo ha chiesto non so quanti milioni di euri di risarcimento allo Stato Italiano perche’, per via dell’ingiusto esilio, ora sa parlare male l’italiano e si vergogna. Comunque, assicura, e’ una richiesta simbolica.