Tamarren

Anche oltre le alpi, nel profondo est austriaco, è concessa l’epifania dei tamarri.

Devo confessare che, da buon borghese, non mi stupisce più di tanto vedere queste povere macchine ridotte in stati pietosi: oneste utilitarie gonfie, con alettoni che paion deltaplani, il cofano rosso e la carrozzeria nera con gli adesivi, i fari strani, la musica a tutto fuoco, e l’immancabile neon blu sotto la macchina, che gentilmente ti fa vedere l’asfalto sotto. Non mi stupisce più di tanto perché a bordo ci sono italiani e, sempre più, genti dell’est.

Quel che mi stupisce è la tamarritudine austriaca, che non conoscevo. In Austria infatti va tantissimo la personalizzazione della targa: quanto gli piace spendere la mamma per avere una targa particolare, e la cosa è interclasse, si vedono genti di tutte le estrazioni con queste targhe ridicole.

Non ho potuto ancora immortalare il fantastico “Wien 1”, in una Mazda decappottabile, con Mozart a tutto volume, i capelli à-la Montezemolo tinti al vento, camicia blu aperta, sigaro e sicumera da libero professionista di un certo livello, che a letto non si ritiene nemmeno tanto male.

Tuttavia mi pregio di mostrare il nostro Raul.

20110730-230905.jpg