Akihabara!

Akihabara!

Akihabara!

Akihabara!

Akihabara!

Akihabara!

Akihabara!

Appena sopra il centro di Toyko, a sud della stazione di Ueno, c’é il quartiere di Akihabara.

L’ho trovato descritto come il paradiso dei tecnomaniaci, la svizzera dei divoratori di manga, il bengodi della tecnologia a basso costo ecc ecc…
Ci siamo andati appena abbiamo potuto.
Molto semplicemente é un’orgia di negozietti, stipi e negozi stracolmi di tecnologia. Davvero a basso costo e di tutti i generi: condensatori, resistenze, led, schede stampate, lettori dvd di merda, telecamere a circuito chiuso di ogni genere, foggia ed uso, schermi lcd da mezzo cm quadro, insegne luminose scorrevoli a led, macchine fotografiche digitali vetuste negli anni 90, torcie, giocattolini semitecnologici, jack e connettori di ogni sorta e tipo, cavi, viti e bulloni per componentistica microscopica….Un vero paradiso, a saperci cosa fare. Diciamo che lì il cyberpunk sembra prossimo a venire.
Nel piano appena sopra, manga a sfinire, di tutti i generi, e con tutti gli annessi e connessi: bamboline fichissime da costruire, cui magari puoi abbinare vestitini succinti (se non addirittura particolari anatomici), giornaletti di ogni tipo, pupazzi di divi del cinema, porcherie varie.

Un popolo strano, che per certi versi sembra aver accettato le sue perversioni mettendole a nudo (che dire delle scolarette dodicenni con minigonne a coste piuttosto mozzafiato?), per altri pare che ogni loro passione diventi mania, ogni loro hobby si tramuti in ossessione, come non riuscissero a frenarsi.
Di sicuro, se uno dei nostri meridionali vedesse sua figlia andare a scuola come vanno le loro, succederebbe una strage.