La gola della sabbia che canta

il deserto della gola della sabbia che canta

il deserto della gola della sabbia che canta

In Cina, e più in particolare nella Mongolia Interiore, c’é un deserto di riporto. Dicono sia parte del deserto del Gobi, ma non ho trovato grande chiarezza in merito, e soprattutto, la zona é separata dal Gobi da zone verdi e abitate.
Immaginate di prendere un pulmino scassato, pieno di cinesi che guardano uno dei loro film preferiti -un film di cappa e spada con spade che paiono neon, botte da orbi, duelli che durano ore e recitazione iper-minimalista- in un divx mandato su un televisore vecchio di vent’anni inchiodato al soffito del mezzo;
Immaginate di far un viaggio di un paio d’ore con il vicino davanti che passa il tempo girato contro al senso di marcia, appoggiato allo schienale, per guardarvi con maggiore comodità .
Lasciati i camini di un un’enorme centrale nucleare vi immergete in campi verdissimi, pieni di grano.
Lentamente la vegetazione si fa più giallastra, più stentata. Cambiate pulmino in un villaggetto nel quale -forse- non hanno mai visto occidentali, con contadini bruciati dal sole che toccano i capelli biondi come fossero d’oro.
La vegetazione é brulla e spoglia, ma regge.
Poi, d’improvviso, una valle dalle pareti di sabbia e fango, con in fondo un fiume limaccioso, e, oltre, come fosse stato svuotato un secchio di sabbia, irreale, fuori posto, un deserto.
Non rocce o fango secco con le crepe: sabbia, dune ondulate, a perdita d’occhio,ma in una sola direzione. Quella é la gola della sabbia che canta (letteralmente “che gioca”}, Xia Sha Wan, 响沙湾. Superato il fiume melmoso con una seggiovia residuato di Cortina, si arriva ad un enorme parco giochi per cinesi. Ci sono le minijeep che permettono, con roboanti fumate nere, di fare un giro su un circuito nella sabbia, con accanto uno spallatissimo addetto che in alcuni casi tiene pure il volante. Ci sono i cammelli, in condizioni disastrose -veramente, da piangere-, che simulano una finta carovana per un paio di chilometri e ritorno. Ci sono un paio di vecchi camion militari scoperchiati, ricoperti con una carrozzeria di compensato a forma di un qualcosa fra la vespa e la balena che portano, lascio a voi immaginare cosa non si lasciano dietro, miriadi di cinesi in un veloce giretto dietro alle prima dune. E poi cose più classiche: il tirapugni, montato però sotto una tenda, il bar ecc… Tutto questo é preso d’assalto da orde di cinesi semplicemente estatici. Salutano tutti felicissimi, emettono grida, stridii, rutti e innumerevoli altre forme di gioia e sorridono. Non é dato sapere quanto tempo é che aspettano queste ferie. Il tutto é fra il grottesco e l’esilarante.

Se uno, comunque, si avventura un po’ verso il nulla, non ci vuol molto per ritrovarsi – per la prima volta da quando si é arrivati nel Regno di Mezzo – completamente soli in un posto completamente irreale.

E questo é ciò che c’era.

Se volete saperne di più sulla gola la potete contestualizzare qui