convinzioni: cercasi

Che cosa vuol dire essere comunista oggi

Che cosa vuol dire essere comunista oggi

gentili politici di sinistra, vi chiedo gentilmente di darmi una buona ragione per votarvi, altrimenti annullo la scheda, con grande mio dolore.

La storia del “voto contro Berlusconi”, “che ancora 5 anni di Berlusconi mai più” etc, con me non attaccano più. L’ultima volta, semidisgustato, ho votato espressamente contro Berlusconi, e vi ricordo brevemente i brillanti risultati del mio voto.

Premetto che a mio parere Berlusconi non é un problema, ne é solo uno spiacevole sintomo. Il vero problema é che la democrazia italiana é acerba, tanto é vero che a) é possibile che una persona sola possa accentrare nelle sue mani gran parte dei media (editoria, televisioni, giornali) e, soprattutto, della gestione delle pubblicità . Un giornale in Italia campa del 40% proveniente dalle vendite, e del 60% vive delle pubblicità . Ora, se le pubblicità  sono tutte vendute e gestite da una sola compagnia, ne consegue che chi la possiede può, de facto, decidere se un giornale chiude o meno, potendo chiudere i ruibinetti pubblicitari. Guardate il Manifesto: pubblica solo le pubblicità  gestite dalla sua agenzia e infatti ogni due-tre anni esce a 50 euro per stare a galla; b) nessuno se ne fotte di tutto ciò; c) i nostri politici sono del tutto inabili a reagire a questo, sia dal punto di vista politico, che più semplicemente umano.

Mi sarei aspettato, dopo 5 anni governati da quella manica di furfanti, una sinistra scoppiettante, piena di idee, di voglia di fare, di cambiare, di proposte. Ma questa forse era davvero troppo ingenua.

Tuttavia mi sarei aspettato che affrontassero in maniera seria e concreta il problema del conflitto di interessi e, più in generale, della regolamentazione dei media, del mercato pubblicitario ecc… No, non hanno fatto nulla di tutto ciò, e pochissimo di tutto il resto. Dunque, perché dovrei, nuovamente, dar loro un’ennesima possibilità  contro Berlusconi, se poi tanto non fanno una minchia in tal senso?

Secondo aggregato di argomenti per votare é: annullare no, é: a) un voto qualunquista; b) un voto a Berlusconi; c) uno spregio alla democrazia ed alla gente che ha lottato per farti votare. Qualunquista é, effettivamente, ma quando l’essere qualunquista diventa un modo corretto di leggere la realtà , il problema non é più solo del soggetto che esprime qualunquismo, ma anche della realtà  stessa a lui circostante. Ad oggi, non riesco a convincermi che i nostri politici non siano per la maggior parte una manica di inetti, ragion per cui termino la corsa nel qualunquismo. Un voto a Berlusconi non é, perché é annullato e non bianco. Inoltre é una chiara risposta ad una domanda: “Mi interessa la politica del mio paese, ma alla domanda ‘chi vorresti a rappresentarti in parlamento -e non, si badi, a governare, che la nostra é ancora una democrazia parlamentare, fino a prova contraria-?’ io rispondo che non voglio nessuno dei candidati, in quanto non rispondenti alle caratteristiche che io vorrei avessero”. Sic et simpliciter.

Terzo argomento é: se voti a sinistra, almeno sposti il tiro, anche dall’opposizione, verso ciò che a te interessa. Questo potrebbe essere vero, ma in realtà  non riescono, i ‘nostri’, a risolversi dall’estremismo: o é tutto no, senza se e senza ma e senza cazzi, oppure e tutto sì, e allora si fanno le privatizzazioni, si fa tutto, e si ingoia anche Mastella e Di Pietro che affossano la commissione parlamentare sul G8.

Mettiamoci poi che Bertinotti doveva levarsi dai quattro passi, e l’ha fatto, però poi é tornato. Che come successore ha lasciato il nulla e questo per un leader serio é cosa che NON deve accadere, significa non esserlo, sostanzialmente. Che non mi convince più, mi sembra che prenda in giro.

Ragion per cui resto in attesa che qualcuno mi convinca del contrario, per ora annullo.